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Milazzo Notizie art.6008 - Domenica 25 Gennaio 2026 ore 17:50
LETTERA APERTA: Milazzo (ME) - Centinaia di vite appese a 40 metri di asfalto. Un appello per la sicurezza di via Leonardo Da Vinci
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Al Direttore del giornale,
Al Sig. Sindaco,
Scriviamo queste righe spinti da un profondo senso di preoccupazione, lo stesso, che ogni sera accompagna centinaia di famiglie residenti in via Leonardo Da Vinci. Esiste un paradosso, nel nostro territorio, che sfida ogni logica di sicurezza: un’intera area densamente popolata resta ostaggio di un’unica, stretta via d’accesso, un “collo di bottiglia”, che oggi rappresenta l’unico cordone ombelicale per i residenti; ma che
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in caso di emergenza si trasformerebbe inevitabilmente in una trappola senza via d’uscita. La situazione attuale non è solo precaria, è inaccettabile: nelle ore serali con le auto dei residenti regolarmente parcheggiate, la strada si restringe al punto da rendere impossibile il transito dei mezzi pesanti di soccorso. Lo diciamo con chiarezza: un camion dei Vigili del Fuoco oggi non riuscirebbe a passare. Se dovesse scoppiare un incendio o verificarsi un’emergenza medica grave, il tempo verrebbe consumato dall’impossibilità fisica di raggiungerci. A questo si aggiunge un’aggravante, che non può essere ignorata: la nostra zona è sovrastata da un costone roccioso, che, nel recente passato e in concomitanza con eventi alluvionali, è già stato protagonista di pericolose cadute di massi. Siamo schiacciati tra una parete instabile e una strada, che può essere ostruita da un momento all’altro. In caso di frana o alluvione centinaia di persone resterebbero intrappolate senza alcuna via di fuga alternativa.
La soluzione tecnica è a portata di mano, di modesta entità; ma di impatto vitale: la costruzione di un tratto stradale di soli 40 metri per collegare la nostra zona alla viabilità principale in corrispondenza della traversa di via Grotta Polifemo n.3. Non chiediamo un’opera faraonica; ma un intervento di civiltà e prevenzione. Quei 40 metri di asfalto non sono un capriccio urbanistico, sono il confine tra la sicurezza e il disastro. Le autorità hanno il dovere morale e legale di prevenire le tragedie invece di limitarsi a piangerle il giorno dopo. Chiediamo formalmente: un sopralluogo tecnico urgente per constatare l’impossibilità di manovra dei mezzi di soccorso; l’inserimento immediato della bretella di collegamento tra le priorità assolute del piano di messa in sicurezza del territorio.
Quanto vale la vita di centinaia di cittadini? Confidiamo che questo appello non cada nel vuoto e che chi di dovere si assuma la responsabilità di agire prima che l’inevitabile accada. La sicurezza non può aspettare.
In attesa di un riscontro urgente e concreto,
I cittadini e le famiglie di via Leonardo Da Vinci
Lettera firmata
In allegato la foto satellitare del tratto interessato. Nel cerchio giallo, la linea rossa corrisponde alla bretella che si chiede di realizzare.
Lettera firmata
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Milazzo Notizie art.6005 - Martedi 20 Gennaio 2026 ore 19:02
Milazzo (ME) - Anche domani 21 gennaio le scuole rimarranno chiuse
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Il Sindaco Pippo Midili ha disposto con ordinanza la chiusura delle scuole d’ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale anche nella giornata di domani, 21 gennaio 2026. La decisione è stata adottata in via precauzionale sulla scorta del bollettino diramato dalla Protezione civile regionale, che, pur portando il livello di rischio da rosso ad arancione per le prossime 24 ore, non ha escluso che la situazione possa rimanere ancora critica a causa di possibili burrasche e
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precipitazioni intense. In particolare il peggioramento delle condizioni meteo potrebbe avvenire già stasera dopo le ore 21:00 col vento che secondo gli esperti ruoterà da est sud-est a est nord-est, determinando un aumento del moto ondoso sull’intera costa tirrenica. Non è escluso un aumento del moto ondoso con le onde più alte, che potrebbero superare i due metri di altezza. Sotto osservazione dunque in particolare il lungomare Garibaldi e Vaccarella. Già nel corso della giornata il maltempo ha provocato danni ai porticcioli turistici. Egli ha rinnovato l’invito a tenere comportamenti prudenti e di evitare di uscire di casa, se non per improrogabili necessità. Rinnovate le raccomandazioni ai cittadini di stare lontano da zone alberate, sistemare e fissare opportunamente tutti gli oggetti, che nelle abitazioni e luoghi di lavoro si trovano in aree aperte esposte agli effetti del vento e rischiano di essere trasportati dalle raffiche (vasi ed altri oggetti sui davanzali e balconi, antenne o coperture/rivestimenti di tetti sistemati in modo precario). In generale, sono particolarmente a rischio tutte le strutture mobili, specie quelle, che prevedono la presenza di teli o tendoni, come impalcature, gazebo, strutture espositive o commerciali, temporanee all’aperto.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.6004 - Lunedi 19 Gennaio 2026 ore 17:48
Milazzo (ME) – Domani chiusura delle scuole per allerta meteo
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Il Sindaco di Milazzo Pippo Midili ha disposto con ordinanza la chiusura delle scuole d’ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale, nella giornata di domani, 20 gennaio 2026. La decisione è stata adottata in via precauzionale sulla scorta del bollettino diramato dalla Protezione civile regionale, che ha innalzato il livello di rischio da arancione a rosso per le prossime 24 ore a causa di possibili burrasche e precipitazioni intense. Il Comune di Milazzo ha preso parte stamattina ad
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una riunione di coordinamento indetta dalla Prefettura di Messina, convocata per affrontare l’ondata di maltempo prevista sul territorio provinciale. Nel corso dell’incontro sono stati condivisi gli scenari meteo aggiornati, le valutazioni di rischio e le misure di prevenzione e di pronta risposta da adottare in relazione all’allerta in corso con il coinvolgimento delle istituzioni e delle strutture di protezione civile. Fornite anche alcune raccomandazioni ai cittadini, come quella di limitare gli spostamenti, stare lontano da zone alberate, sistemare e fissare opportunamente tutti gli oggetti, che nelle abitazioni e luoghi di lavoro si trovano in aree aperte esposte agli effetti del vento e rischiano di essere trasportati dalle raffiche (vasi ed altri oggetti sui davanzali e balconi, antenne o coperture/rivestimenti di tetti sistemati in modo precario). In generale, sono particolarmente a rischio tutte le strutture mobili, specie quelle che prevedono la presenza di teli o tendoni, come impalcature, gazebo, strutture espositive o commerciali temporanee all’aperto.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.6000 - Martedi 6 Gennaio 2026 ore 17:19
Milazzo (ME) - Lopresti e Cuciti sollecitano accesso agli atti e verifiche coordinate
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I marittimi Sergio Lopresti e Ivano Cuciti hanno inviato una serie di PEC a INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, Capitaneria di Porto e Ministeri competenti, chiedendo trasparenza, accesso agli atti e verifiche incrociate su irregolarità contributive, assicurative e contrattuali nel settore marittimo. Lopresti segnala che, nonostante anni di esposti e richieste formali, molte istanze sono rimaste senza risposta o archiviate senza possibilità di visionare gli atti, generando un prolungato stato
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di incertezza giuridica. Tra i punti critici: inquadramento previdenziale del personale navigante, coperture assicurative, contratti di arruolamento privi dell’indicazione del CCNL, e un verbale INPS del 2016 non reperibile. Parallelamente, Cuciti denuncia la mancata esecuzione di due sentenze di reintegra e pagamento dell’indennità, oltre a una reintegra formale seguita, dopo pochi minuti, da una nuova cessazione del rapporto di lavoro. I due marittimi sottolineano che non si tratta di casi isolati; ma di una criticità sistemica che riguarda la vigilanza sul lavoro marittimo e la tutela dei lavoratori. Chiedono che le istituzioni esaminino congiuntamente gli stessi documenti per garantire legalità, trasparenza e controlli efficaci.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5990 - Sabato 13 Dicembre 2025 ore 19:30
Milazzo (ME) - Trasparenza e tutela dei lavoratori: il caso Lopresti come monito per tutti
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La vicenda di Sergio Lopresti, marittimo licenziato, mentre era in congedo parentale, ed oggi coinvolto in un procedimento penale, che appare sproporzionato e ingiusto, rappresenta un campanello d’allarme per l’intera comunità dei lavoratori. Chi segnala irregolarità interne a un’azienda, non dovrebbe mai essere punito, ma protetto. Eppure, proprio nel momento, in cui Lopresti ha scelto la via della trasparenza, si è trovato isolato e colpito da un’azione, che assume i tratti della
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punizione esemplare. A seguito dei controlli INPS del 2023, altri lavoratori hanno vissuto situazioni simili; ma solo nei suoi confronti è stata avviata una procedura tanto gravosa. Questa disparità di trattamento mina la fiducia nelle istituzioni ed indebolisce la cultura della sicurezza e della giustizia sul lavoro. Non si tratta di un caso isolato; ma di un problema sistemico: senza controlli imparziali e senza protezione per chi denuncia, ogni lavoratore rischia di trovarsi esposto a conseguenze ingiuste per colpe non proprie. Sergio Lopresti si conseguenza chiede con forza che sia garantita la piena tutela dei lavoratori, che segnalano irregolarità; che le istituzioni vigilino con imparzialità e responsabilità, evitando disparità di trattamento e che infine si rafforzi una cultura della trasparenza e della sicurezza, fondata sulla dignità umana e sul diritto alla salute. La vita e la dignità dei lavoratori non possono essere oggetto di compromesso. È compito di tutti (aziende, istituzioni, società civile) difendere chi lavora con serietà e rispetto delle regole; solo così si potrà costruire un sistema giusto, che non punisce la buona fede; ma la valorizza come fondamento di una vera civiltà del lavoro.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5987 - Martedi 2 Dicembre 2025 ore 18:27
Milazzo (ME) - La protesta dei lavoratori al porto si sta rafforzando
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Il sequestro della compagnia “Liberty Lines” e le indagini su presupposte difformità hanno offerto nuova linfa alle denunce ataviche dei marittimi, mutando vicende reputate uniche in una questione endemica. I sindacati e le associazioni del luogo chiedono maggiore chiarezza, sorveglianza autonoma ed avalli occupazionali. L’avvenimento ha rilevato una trama di criticità: licenziamenti sospetti, imbarchi non registrati correttamente, contributi incongrui e controlli giudicati
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insufficienti. Le indagini, effettuate dalla Guardia di Finanza, hanno condotto al sequestro delle quote societarie di “Liberty Lines” e della “Società di Navigazione Siciliana”, con l’emanazione di 48 avvisi di garanzia, rafforzando la percezione che il problema non concerne solo singoli episodi; ma l’intero sistema portuale. La mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini milazzesi s’inserisce in un ambito più ampio d’inquietudine, che ha manifestato timori per l’avvenire occupazionale e la continuità dei collegamenti marittimi con le isole minori, sottolineando l’esigenza di commissari esperti e d’un intervento istituzionale deciso. “Non si tratta di stabilire responsabilità, – ha dichiarato Sergio Lopresti – compito, che spetta alla magistratura; ma di riconoscere che elementi, oggi oggetto d’inchiesta, trovino un’eco nelle testimonianze storiche. Il tema centrale resta la necessità di una vigilanza realmente indipendente, uniforme e trasparente, capace di garantire sicurezza, legalità e correttezza amministrativa. Un ringraziamento sincero va a tutte le persone, agli operatori del settore e ai cittadini, che in questi anni hanno mostrato interesse, supporto e attenzione costante verso questi temi, contribuendo a mantenerli al centro del dibattito pubblico”. Analogamente, i Giovani Democratici mamertini per mezzo di Francesco Gitto, componente anche nel circolo locale del Partito Democratico, chiedono un impegno intenso da parte della Capitaneria di Porto e del Comune per chiarire le irregolarità e salvaguardare i posti di lavoro. La protesta, dunque, non riguarda solo la difesa per i diritti dei marittimi; ma anche la capacità economica e sociale dell’intera area tirrenica. La protesta al porto di Milazzo è diventata il simbolo d’una battaglia più ampia per la legalità e la tutela dei lavoratori marittimi. Le istituzioni sono chiamate a garantire controlli indipendenti e trasparenti, mentre la comunità locale continua a sostenere con forza i lavoratori coinvolti.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5978 - Sabato 8 Novembre 2025 ore 19:24
Milazzo (ME) – L’amara testimonianza di Sergio Lopresti sullo stato del Porto
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In occasione della visita nella città del Capo da parte dell’onorevole Maria Stefania Marino, deputata parlamentare del Partito Democratico, per conoscere da vicino le scottanti problematiche lavorative all’interno del contesto mamertino, particolarmente drammatica è la testimonianza di Sergio Lopresti, marittimo portuale: “Del Porto di Milazzo se ne dicono tante da diverso tempo: il caso dei rifiuti del cantiere del Ponte sullo Stretto, il collegamento con l’Asse Viario, la notizia
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più recente del progetto di un passaggio sopraelevato con i Molini Lo Presti; per non parlare del dibattito, che si perde negli anni, su un suo sviluppo turistico con l’apertura alle navi da crociera. Qualcosa si è effettivamente concretizzato, qualcos’altro no; ma in tutto ciò resta aperto un grande interrogativo: chi al porto ci lavora? Sembra infatti che l’attenzione minore sia riservata proprio ai lavoratori, che lamentano gravi problematiche nelle condizioni contrattuali, nei controlli e nella sicurezza. Ho lavorato per molti anni nella società Mare Pulito – prosegue Sergio Lopresti – e posso dire che, nonostante le frequenti ispezioni degli organi preposti, non sono mai state riscontrate anomalie rilevanti. Eppure, noi lavoratori siamo spesso rimasti ai margini, senza un reale confronto o ascolto. Soprattutto chi cerca di far valere i propri diritti o segnalare problemi, finisce per essere messo da parte, come se il silenzio fosse la condizione necessaria per mantenere il posto di lavoro. In più – continua Lopresti – ci sono state situazioni, in cui chi era incaricato di svolgere verifiche o redigere relazioni sul posto, non ha portato a termine fino in fondo il proprio compito, omettendo di dichiarare l’effettiva realtà dei fatti. Questo ha avuto conseguenze dirette su di me, trascinandomi in una situazione difficile, che ancora oggi prosegue con procedimenti e contenziosi in sede giudiziaria. Io e il comandante Ivano Cuciti, per aver chiesto i nostri diritti alla società e alla capitaneria, siamo stati messi ai margini ed in seguito licenziati. Non vi era alcuna trasparenza contrattuale, le convenzioni erano ambigue e mancava la copertura assicurativa sul lavoro, che svolgevo. Questa situazione comportava gravi rischi per la sicurezza dell’equipaggio e per il comandante: in caso di incidenti o emergenze a bordo, il comandante, responsabile secondo il Codice della Navigazione della sicurezza della nave e dell’equipaggio, poteva trovarsi esposto a responsabilità penali e civili. La mancanza di documentazione corretta, di assicurazioni e registrazioni del lavoro aumenta il rischio di contenziosi legali in caso di infortuni, danni alle merci o incidenti marittimi, mettendo a rischio la sicurezza di tutti a bordo. Il contratto non era ufficialmente registrato: la società non pagava, né dichiarava correttamente l’inquadramento reale all’INPS. Formalmente risultavo marittimo; ma di fatto ero classificato come operaio del terziario e mai mi era stato dichiarato, né retribuito il lavoro notturno. È una situazione che evidenzia come chi lavora con onestà, possa trovarsi penalizzato, mentre le irregolarità restano ignorate. Spero che, grazie all’aiuto di Francesco Gitto ed al sostegno dell’onorevole Maria Stefania Marino, Rodrigo Foti e Or.Sa. marittimi, questa situazione possa finalmente arrivare a una conclusione positiva, portando un po’ di pace a noi e alle nostre famiglie. Cerco di sperare che queste vicende non capitino ad altre persone e quantomeno che possano servire da spunto per uscire da situazioni, in cui si è in ostaggio del proprio lavoro”. “Quello che chiediamo - afferma Francesco Gitto del Partito Democratico milazzese - è intanto una presa di posizione chiara sullo sviluppo del Porto nei prossimi anni e soprattutto di considerare in questa prospettiva le istanze dei lavoratori portuali e marittimi, che spesso hanno visto violati i propri diritti nel silenzio delle istituzioni. I primi elementi di una discussione concreta sul Porto devono necessariamente essere: maggiore trasparenza, controlli e sicurezza per i lavoratori. Avuti questi, possiamo parlare di tutto il resto. Interroghiamo quindi l’Amministrazione comunale, l’Autorità portuale e tutte le istituzioni competenti di farsi carico della questione. - conclude - Al di là delle competenze specifiche di ciascun ente o autorità, è impensabile che non ci sia quantomeno un interessamento di tutti alle condizioni di lavoro, a volte problematiche, di centinaia di persone all’interno del porto”.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5975 - Giovedi 30 Ottobre 2025 ore 18:52
Milazzo (ME) – Cuciti e Lopresti indicono una petizione per il rispetto di norme e dignità ai marittimi
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L’attività marittima nazionale ricompare ancora alla ribalta per i molteplici casi di inadempienze contrattuali e di destituzioni inspiegabili verso addetti nei diversi incarichi portuari. Sergio Lopresti e Ivano Cuciti segnalano gravi irregolarità nei contratti e nelle condizioni di lavoro a bordo dei natanti e dei rimorchiatori anti-inquinamento, procedendo ad una petizione su Change.org per reclamare equità e maggiore controllo. “Formalmente ero inquadrato come operaio del terziario;
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ma di fatto il mio lavoro era marittimo: turni H24, permanenza in mare, reperibilità, corsi obbligatori sostenuti a mie spese”. – racconta Lopresti - “Nonostante numerose ispezioni nel corso degli anni, gli organi competenti non si sono mai accorti di nulla. Da qui nasce la nostra petizione per svegliare le autorità e garantire che chi di dovere vigili realmente sulle anomalie presenti, soprattutto nel lavoro marittimo”. La circostanza più pesante riguarda la protezione dei lavoratori: chi accusa le anomalie non viene preservato; ma subisce licenziamenti e maltrattamenti. Ambedue i promotori sono stati licenziati per aver svolto regolarmente la propria prestazione; inoltre, Sergio Lopresti deve affrontare una causa penale per aver frodato un posto di lavoro. Il Comandante Ivano Cuciti, nonostante i due gradi di giudizio a favore, con sentenze dichiaranti il licenziamento nullo e ordinanti il reintegro, giammai è stato realmente riabilitato. Al contrario, è stato licenziato nuovamente utilizzando lo stesso richiamo disciplinare risalente al 2022. La vicenda oltretutto palesa altre incresciose criticità: mancata copertura assicurativa del P.A.N., che espone i lavoratori a rischi non tutelati; richiami disciplinari insistenti e reiterati, effettuati in tempi brevissimi e ripetuti nel corso dei mesi; false dichiarazioni di colleghi, utilizzate come pretesto per giustificare sanzioni disciplinari ingiuste. La petizione è aperta a tutti i cittadini: ogni firma è un passo verso una società più giusta, dove il lavoro sia riconosciuto e tutelato secondo le normative vigenti. Quanti siano interessati ad una questione seria, che arrischia di causare altre vittime di soprusi compromettendo le basi d’una giustizia sociale posta assiduamente a repentaglio, possono applicare la loro sottoscrizione dopo avere eseguito l’ingresso al seguente sito Internet: https://www.change.org/p/giustizia-per-i-lavoratori-del-porto-di-milazzo-basta-silenzi-abusi-e-ingiustizie
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5953 - Sabato 27 Settembre 2025 ore 12:20
Milazzo (ME) – Interazione fra finanza, cultura e moda in “Lusso e visione”
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In apparenza antinomici, la finanza, le arti figurative, la poesia e la moda, se interfacciate tra loro, possono rappresentare un ottimo piano di sviluppo nel contesto contemporaneo, sempre più avviluppato dal caos e dagli stenti. Al lido “Medusa”, nella costa ovest milazzese, per idea di Francesco Caragliano, personal financial advisor della banca FINECO, ha avuto luogo una manifestazione importante, per cui si sono incontrati l’arte orafa di Nicolò Mazzeo, quella profumiera della
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“Sikelia Parfums”, quella pittorica con Maria Teresa Giunta, la poesia con Attilio Andriolo. Il culmine si è rivelato tuttavia col defilé di indossatrici ed indossatori, che hanno esibito le realizzazioni delle stiliste Viola Lo Duca, Jennifer Piazza ed Erika Giordano, colleghe dell’atelier “Homi Too”, il cui vestiario si caratterizza per il “genderless”, ossia vestiti, generalmente di tipo casual, indossabili sia dai maschi, sia dalle donne. Esse non solo hanno fatto ammirare i loro abiti inediti; ma anche le novità per la stagione autunnale ed invernale e per di più gli abiti da sera colorati con paillettes brillanti per vivere un’indimenticabile nottata di stelle. Il cromatismo energico è fondante la filosofia della loro laboriosità per la definizione metaforica, attribuita ad ogni colore ed alla relativa tonalità. “Siamo davvero felici e onorate di rappresentare il nostro brand Homi Too in questo evento così speciale. È sempre un’emozione ricevere un tale invito, segno che qualcosa sta arrivando e che il nostro messaggio sta iniziando a girare. – è la postilla di Viola Lo Duca – Homi Too è un brand nato a Milazzo, fondato da tre donne affiatate, piene di entusiasmo e con una voglia di farci conoscere. È un progetto giovane, vivace, fuori dagli schemi. Ogni nostro capo nasce da un’idea, dal desiderio di dire qualcosa, di comunicare identità. Quando abbiamo annunciato che avremmo partecipato all’evento con una sfilata e cercavamo modelli in zona, siamo state travolte da tanto entusiasmo: infatti, molti ragazzi e ragazze del territorio hanno risposto prontamente al nostro annuncio offrendosi di sfilare per noi. Non è stato solo un defilé; ma un momento d’incontro e di scambio. Abbiamo conosciuto persone splendide e sorrisi ed è stata una tappa importante anche per la nostra crescita, sia umana, sia professionale. Quella di oggi è la nostra seconda passerella: la prima si è tenuta a New York, un’esperienza incredibile; ma sfilare per la prima volta sul nostro territorio ha un sapore speciale, molto più intimo e personale”. In piena sintonia è l’opinione di Jennifer Piazza: “La molteplicità cromatica fa parte di tutte le nostre collezioni. Quella inerente al prossimo autunno/inverno è ispirata al mondo surreale con una rarità dipinta da Viola su certe vesti, perché il nostro obiettivo è fare vivere un inverno a colori prescindendo dalla monotonia delle uggiose giornate grigie. Il peculiare contributo collaborativo è ben ponderato, senza oscurarci, perché ci stimiamo reciprocamente. Abbiamo adoperato abiti sia caldi, sia avvolgenti per accontentare chi vuole essere sia più casual, sia più elegante”. Molto emozionata per la riuscita è Erika Giordano: “Ho trovato molta intesa con le ragazze; con loro c’è un grandioso feeling, come se ci completassimo vicendevolmente, con un’immensa volontà di ricominciare sempre. Grazie a loro il mio sogno si è concretizzato. Entrando in empatia, sono riuscita ad abbattere le mie paure, perché siamo determinate e contrassegnate da valori positivi. Al giorno d’oggi regna una grande confusione particolarmente fra le giovani generazioni; eppure sono sicura che gli stili del passato stanno tornando e dalla cui mescolanza potranno affiorare nuove idee da indossare: è infatti questo un momento, nel quale il vintage è tornato di moda. Le persone cercano abiti, la cui efficacia deve variare rapidamente a seconda dei mutamenti climatici e delle loro necessità ed a ciò l’intelligenza artificiale sta rivelandosi decisiva. Alcuni ci hanno definite influencer, un mondo, che stiamo esaminando; tuttavia cerchiamo di esserlo moderatamente preferendo restare sempre noi stesse. Abbiamo tante altre visioni innovative, perché le idee non si arrestano mai: infatti, mi alzo la mattina, medito tanto e con Viola e Jennifer siamo una detonazione di creatività”. Incessantemente colme d’energia ed estro, le stiliste della “Homi Too” con le loro tendenze ed oculatezza mandano una comunicazione di libertà con una produzione originale, allestita a dare un apporto di crescita alla società moderna in cerca di un profilo edificante.
Foti Rodrigo
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Milazzo Notizie art.5943 - Sabato 13 Settembre 2025 ore 20:11
Milazzo (ME) – Presupposte irregolarità nei reclutamenti e nelle destituzioni di certe società portuali
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Il caso riguardante i licenziamenti, dichiarati illegittimi dai magistrati del settore lavoro, si aggiunge ulteriori peculiarità, che offuscano i metodi d’assunzione e licenziamento ad alcuni operatori, stanno riesumando dei metodi poco chiari e talora difformi alla normativa corrente sull’inserimento lavorativo di dipendenti reclutati in incarichi non rispondenti ai compiti richieste. A rompere il silenzio è Sergio Lopresti, inspiegabilmente destituito per avere avvisato alle autorità
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competenti anomalie organiche dentro il natante, in cui prestava servizio: “La capitaneria ci imbarca come marittimi con le dovute qualifiche (comandante, direttore di macchina, giovanotto di coperta o macchina e mozzo). Frequentiamo i corsi STCW a nostre spese, come previste dalla tabella di armamento dei mezzi (fatta tra capitaneria, armatore e sindacati). L’imbarco è annotato sul libretto di navigazione, così come il ruolo di equipaggio, alla cui scadenza dei tre anni la Capitaneria invia il tutto all’INPS, e registrato sulla licenza di navigazione. L’INPS mi dice che i contributi versati dalla “Mare pulito” non sono marittimi e ci sarebbe un verbale di accettazione del 2016, in cui non si sarebbero accorti che siamo marittimi. Ogni due anni l’ente RINA (multinazionale italiana in servizi di ingegneria, certificazione e consulenza per il settore marittimo; ma anche per l’industria, la mobilità e le infrastrutture, occupandosi di progettazione, esame di conformità, consulenza tecnica e ricerca) rilascia l’idoneità al servizio e la Capitaneria quella alla navigazione. – è la drammatica testimonianza di Lopresti – Nessuno si accorge che manca l’assicurazione dell’equipaggio; ma ne viene annotata una fantomatica nel registro delle barche (oltre ad essere riportato nei registri di bordo), mentre per l’INAIL la società non ha mai aperto una posizione assicurativa per l’equipaggio”. Sulla stessa lunghezza d’onda Ivano Cuciti, comandante di rimorchiatori, licenziato dalla suddetta società, ma reintegrato dai due gradi di giudizio delle sedi giudiziarie in materia di lavoro, il quale descrive analiticamente la sua drammatica vicissitudine: “La Capitaneria di porto milazzese ci fa prendere a bordo quali marittimi con le doverose attribuzioni (comandante, direttore di macchina, giovanotto di coperta o macchina e mozzo) secondo la previsione dalla tabella d’armamento dei mezzi, redatta tra capitaneria armatore e sindacati. L’imbarco viene annotato sul libretto di navigazione, ruolo di equipaggio modulario ex Mar Merc 229, oggi Mod 47 (alla scadenza dei tre anni la capitaneria invia all’INPS per la decurtazione dei periodi a bordo) registrato sulla licenza di navigazione della nave o unità. Lo stesso ente previdenziale mi dice che i contributi, versati dalla società “Mare Pulito” s.r.l. non sono marittimi, come si evince dal modello UNILAV, e comunque sono differenti da quelli previsti dall’UNIMARE. Ci sarebbe un verbale di accettazione dell’anno 2016, in cui non si sarebbero accorti che siamo marittimi, posizione in attesa di riscontro. Ogni due anni l’ente RINA rilascia la dichiarazione ai fini del Certificato di Idoneità, mentre la Capitaneria rilascia la certificazione di navigabilità. Ad oggi nessuno si è mai accorto che manca l’assicurazione dell’equipaggio. – ha segnalato Ivano Cuciti – In base al modulo UNILAV del 4 settembre 2025 è stato inviato dalla consulente del lavoro rag. Cinzia Alosi per conto della “Mare Pulito s.r.l., la quale registra un reintegro forzato di assunzione in data 26 luglio 2022 e contemporaneamente il licenziamento nel 23 maggio 2025. Si precisa che la ditta è inadempiente a due sentenze del Giudice del Lavoro rispettivamente di primo grado ed in appello, una querela archiviata, mentre il 23 maggio 2025 sono destinatario di un licenziamento contravvenendo al principio giuridico fondamentale ne bis in idem, per il quale è vietato essere giudicati o puniti due volte per lo stesso fatto e nello stesso ordinamento. Come si evince dell’estratto conto previdenziale e dal cip INPS, non risultano contributi e flussi UNIEMENS; ma dal 3 novembre 2022 ho lavorato presso altra ditta fino al 07 dicembre 2022, mentre dal 08 dicembre 2022 ero in Na.Spi. fino al 19 dicembre 2024. Sul libretto di navigazione risulto essere sbarcato e regolarizzato 12 settembre 2022, come da estratto matricola marina mercantile del 08 gennaio 2024. L’imbarco è avvenuto il 21 luglio 2022 e lo sbarco nel 17 agosto 2022 (cinque giorni dopo) dal R/re Jijel Mz 1753 iscritto nel registro delle navi minori e galleggianti presso la capitaneria di porto di Milazzo (licenza di navigazione). In merito agli addebiti disciplinari la società (nota 11 agosto 2025) ribadisce che non è tenuta a dare la documentazione, una contraddizione ironica ed amara, per cui un comandante fa una contestazione ad altro comandante. Ricordo che tutte le sentenze della Cassazione impongono al datore di lavoro di fornire la documentazione necessaria al fine di potersi tutelare, come previsto dalla legge, compreso il CCNL inviato nel modello UNILAV, di cui la ditta non ha mai fornito copia”.
Foti Rodrigo
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